Scomparso.
I primi ad accorgersene furono gli amici del circolo della Canasta di Barberino del Mugello, un gruppo piuttosto eterogeneo che si ritrova ogni giovedì sera di fianco all’Osteria de’ Bengodi. Questi prima giocano a canasta, poi vanno a sfondarsi di fiorentina alla toscana e chianti classico alla Cavallina, che è un pelino più distante ma il gestore è più simpatico del Bengodi’s... o almeno così dice Augusto che del circolo è il Presidente e il titolare della Cavallina è suo cugino.
Lo scomparso, chiamiamolo così per ora, si è iscritto al sodalizio dei giocatori circa sei mesi fa, un giorno che scendeva da Ronco Bilaccio tutto di fretta che non mi ricordo nemmeno io perché, e l’auto gli si è fermata sul rotondone di fronte alla loro sede.
Spoff... stump... tratratra... spenta, morta, stecchita.
Sceso a chiedere una mano per togliersi d’impiccio da quella situazione, non si capisce bene come e non si capisce bene come mai, dopo aver assistito giocoforza alla tornata finale di un torneo internazionale di canasta - che lì si stava svolgendo in trasferta tra l'altro, visto che a giocarsela erano il Calenzano ed il Borgo San Lorenzo - di quel gioco lui si è innamorato.
E lo sappiamo tutti che a innamorarsi ci vuole un attimo, anche a Barberino del Mugello, un po' più complicato è smettere di esserlo.
Da allora non ha saltato un giovedì e si è offerto pure volontario per aprire i locali del circolo anche un sabato mattina ogni tre.
Quella del sabato mattina è stata un’idea del Presidente (l’Augusto di prima) per accalappiare più soci, ed in particolare per accalappiare “le spose” (nel senso romagnolo del termine) che passano di lì per andare a comprare la “forma”, il macinato, i fiammiferi, la Diavolina del Fochista ed il lardo al negozietto del Baffo, lardo che è una roba unta e sporca che il Baffo vende però a 45 € il kg perché sostiene essere biologica.
Ma a parte questa digressione, la sostanza è che lui è scomparso.
Dicevo che l'allarme l'hanno dato gli amici del circolo, non vedendolo arrivare né il giovedì sera, né il sabato mattina, questi si sono immediatamente preoccupati. Lo conoscevano da relativamente poco, ma in quel poco aveva dimostrato di essere assolutamente affidabile, sul pezzo, immarcescibile (che non so nemmeno se immarcescibile qui ci sta bene ma a me piace e glielo caccio) e pure un po' autistico. Non avrebbe mai saltato due appuntamenti di fila senza avvisare.
Augusto ha chiamato perciò i carabinieri di Faenza, altri contatti personali di lui non ne aveva a parte quelli che aveva fornito durante l'iscrizione, ma erano i suoi e chiaramente risultava irraggiungibile.
I Carabinieri, che quando sono in alta uniforme al proprio dovere non vengono meno... oh no scusate questa è un'altra storia che qua non c'entra, ecco dicevo i Carabinieri decisero di fare qualche ricerca, ma niente, i pochi familiari rintracciati - un cugino di settimo grado e la zia della cognata della sua ex moglie che viveva a Marradi, non sapevano nulla, al telefono non lo sentivano da mesi, ma non si erano preoccupati perché in fondo oltre a non sentirlo non lo vedevano da almeno sei anni e chiaramente non ci avevano fatto caso.
Quanto all'ex moglie non era ancora il 27 del mese e mica si preoccupava, lo avrebbe fatto magari dopo se non fosse arrivato il mantenimento di novembre.
I colleghi di lavoro non lo sentivano da una settimana, era in ferie, e aveva detto loro che se ne sarebbe andato via per qualche giorno, e lui non raccontava mai dove, non lo faceva prima e ne parlava poco pure dopo, quindi non si erano minimamente preoccupati.
Dopo un discreto tergiversare tra il maresciallo, il brigadiere e Giorgio (l'uomo delle pulizie che il mercoledì linda i vetri della caserma), le forze dell’ordine decisero di forzare la porta dell'appartamento dello scomparso ed entrare.
Così fecero, per lo scasso chiamarono Marino, il fabbro di Villa Vezzano con la passione per il ferro battuto e le serrature blindate, dodici minuti secchi e la porta si aprì, manco uno sfregino, “aveva fatto un lavoro bello pulito”… fu costretto a riconoscere il brigadiere che non amava Marino, anzi, gli stava proprio sulle balle.
L'appartamento era in ordine, nessuna stoviglia nel lavello, una marea di libri sparsi per casa, il plaid piegato sul Chesterfield, l'ora del microonde già settata sulla solare, il letto rifatto, il bagno che sapeva di mughetto, lavanda e cera d'api, le conchiglie sparse sul comodino che fungeva da mobiletto per toilette, gli scuretti delle finestre della camera da letto socchiusi... solo il grande tavolo ovale di fine settecento al centro della sala se ne stava ancora apparecchiato per quello che sembrava un residuo di aperitivo.
Due tovagliette in bambu marroni, un piattino filo argento, un calice media ampiezza, una bottiglia Prugneto Nespoli piena (o vuota chissà) a metà, lo smartphone spento di fianco al candelabro a sei braccia stile Maisons du Monde in offerta speciale, un velo di polvere appena appena accennato, tipo una roba che stava lì da una settimana.
Sul primo gradino della scala che portava alla tavernetta seminterrata una scatola da scarpe nera con su scritto Tiger Mexico Mid Runner... vuota.
Scomparso, il maresciallo iniziò a convincersi che i segnali c'erano tutti.
Non c'erano tracce di sangue o altri fluidi umani, almeno non apparentemente.
"Ma tu mi hai detto che sono la donna migliore del mondo" "No, no, io ti ho detto che eri la donna perfetta... che è diverso" (cit. Nanni Moretti - che mi sta parecchio sulle balle ma questa è proprio bella...)
Al maresciallo venne una gran voglia di cioccolato al latte.
Lo aprirono (il quaderno intendo), stavano lì una serie di appunti scritti a mano, in una grafia obliqua, obliqua a destra, come se chi scriveva a quel modo fosse spinto dal vento.
Fu questo che scrissero nel rapporto una volta rientrati in ufficio.
Il signore tal dei tali, anzi il ragazzo tal dei tali (perché il Maresciallo aveva la sua stessa età e si infastidiva a darsi del signore) pare effettivamente non rintracciabile, che si sia allontanato volontariamente o che sia stato rapito o che si sia perso lo appureranno le indagini.
Letto, firmato, sottoscritto, lì oggi, il Maresciallo.
Timbro e firma autografa.
Le indagini chiaramente andarono avanti, perché del nostro amico nulla si veniva a sapere, non era rientrato al lavoro, non aveva versato novembre alla ex moglie, non aveva gettato la spazzatura, non aveva finito il Prugneto Nespoli, non era più andato ad aprire il circolo il sabato e non si era più presentato neppure il giovedì, Augusto era dispiaciuto di questo, il lavoro sulle spose stava dando buoni frutti.
I Carabinieri avevano utilizzato tutte le più moderne tecniche di investigazione, dai cani molecolari, all'intelligenza artificiale, fino a una miriade di caffè offerti ai soliti informatori di piazza.
Il Maresciallo aveva pure guardato dodici puntate di fila di Person of Interest su Netflix, magari gli avrebbero fatto venire qualche idea, sarebbe stato più utile Persone Scomparse (che adesso il titolo originale in inglese non lo ricordo), ma lo passano troppo presto al mattino e il Maresciallo al mattino preferisce dormire un po' di più.
Si convinse che avrebbe dovuto contattare quel tal Moretti, Nanni come si chiama, che in fondo era sua l'ultima frase scritta sul quaderno nero con la scritta bianca, ma poi che cosa avrebbe aggiunto al loro puzzle? Decise di desistere.
Erano passati circa sei mesi, dalla scomparsa e l'ex moglie aveva già avviato le pratiche per la dichiarazione di morte presunta, ma il Giudice l'aveva mandata delicatamente a fare in culo, a parte la prematurità della pratica si era “dimenticata” di essersi nel frattempo risposata altre sei volte, non aveva alcun titolo; il Maresciallo che si era messo a cuore questa indagine, un po' stressato un po' esaurito, decise di prendersi una vacanza, otto giorni otto tutti infilati a Caracas, non quella dei peggiori bar ricordate? Ma un posto omonimo a due passi da Barcellona, aveva letto qualcosa che parlava di quella frazioncina costiera su Vanity Fair un giorno che era andato dal callista, un albergo 3 stelle e un po', due ristoranti di pesce, un ciringuito sulla spiaggia, acqua cristallina, poco frequentato, pare che lì ci fossero le donne più belle del mondo.
Ne parlò con la moglie, prenotarono e se ne fuggirono per la loro vacanza rigenerante.
Caracas era effettivamente un posto incantevole, poco mondano, molto tranquillo, ma non da pensionati eh? C'erano un sacco di giovani, belli, alti, muscolosi, sportivi, le donne erano effettivamente molto belle, senza cellulite, con il naso alla greca (pare che un elleno con una certa capacità di fecondazione fosse passato di lì diversi anni prima), le tette grosse, il culo a mandolino. Il cibo era ottimo, il vino pure, insomma una roba che si stava molto bene.
Il tre stelle e un po' aveva pure la spa, direttamente a contatto col mare, ci stava una piscina salata calda, una roba parecchio chic ma dove si stava da Dio.
Mancavano due giorni alla fine della loro vacanza e la moglie aveva proprio voglia di un total-body decontratturante-rilassante-ristrutturante, il maritino - molto più rilassato di quando era partito - acconsentì nonostante non amasse separarsi da lei e le disse: "ti aspetto al ciringuito prima di cena, passa dai quando hai finito che ci facciamo un Gin Tonic al tramonto..".
Il ciringuito era piccolo parecchio, mattoni marrone-caldo faccia a vista alla base, un tetto in paglia compressa, una porta modello saloon western per entrare, gli sgabelli tutto intorno, un sacco di bottiglie di alcolici dai nomi esotici, poi la classica vecchia Europa con i suoi liquori ultracentenari, e nell'angolo a destra una macchina del caffè Italiana, una Faema, e di fianco ancora il macinino per i grani, poi il caffè... Caffè Poli.
Il maresciallo fu sorpreso, che ci faceva un pezzo di Romagna da quelle parti?
Dietro al bancone stava una ragazza mora con un forte accento catalano, giovane parecchio, i capelli lisci, la pelle ambrata. Era sola al bancone, nonostante i turisti stessero arrivando.
"Ma come si chiama sto posto?" pensò il gendarme in licenza, si guardò attorno e alzò lo sguardo in direzione di un'insegna al neon stilizzato che si stava giusto giusto accendendo, lo sfondo era giallo, la scritta nera tra virgolette e puntini di sopensione rossi prima e dopo, "... Yo te espero ...".
Mentre guardava assorto il gas neon che prendeva colore, sentì le ante del porticciolo da saloon ondeggiare nel classico movimento che fanno quando Lee Van Cleef entra senza chiedere permesso per farsi un whisky doppio al bancone, era appena arrivato un ragazzo con un paio di jeans blu skinny, una maglietta nera con la faccia di Lupin e un buffo paio di scarpe gialle.
Il Maresciallo, che pur non essendo in alta uniforme non aveva perso l'istinto, provò un brivido.
Il volto del tipo appena entrato era noto, ma dove lo aveva visto? Impiegò trentadue secondi a rendersene conto.
Era lo scomparso, ne era certo. Vacca boia era lui cento per cento. Più abbronzato della foto sul badge dell'ufficio, più brizzolato dell'immagine del profilo Facebook, più grassoccio, più rilassato, più barbuto, più triste.
Non disse nulla, cercò il suo sguardo per provare a intuire qualcosa, si guardarono ancora in silenzio, il ragazzo si avvicinò:
"Buenas noches, señor. Puedo traerle algo?"
"Scusi, non parlo spagnolo"
"Italiano?"
"Sì eh.."
"Ah bene, allora buona sera, posso portarle qualcosa?"
"No, grazie, aspetto mia moglie, mi ha appena scritto è sotto la doccia, cinque minuti e arriva"
"Allora le porto un po' di anacardi e un prosecco per ingannare l'attesa"
"Grazie. Ma sa una cosa?"
"Dipende, cosa?"
"Sa mia moglie.. lei non la conosce, ma è la donna migliore del mondo..."
Il ragazzo si bloccò di colpo e guardò il maresciallo negli occhi.
"Beh lei è molto fortunato signore, ma posso chiederle io una cosa ora?"
"Sì, certo, ma mi dia del ragazzo la prego”
"E' solo la donna migliore del mondo o è la donna perfetta per lei?"
"E' la donna perfetta per me, non ho dubbi" - rispose senza la benché minima esitazione.
"Allora non le porterò né gli anacardi né il prosecco, lo farò solo quando ordinerete da bere insieme, perché lei ha il dovere di espérala todo el tiempo que sea necesario questa donna perfetta"
"Facciamo una cosa però io e lei ora?"
"Cosa?"
"Un brindisi, io e lei, quindi mia moglie non c'entra"
"Allora va bene, ma a cosa brindiamo?"
"A niente e a tutto, ai casi della vita, all'improvviso, ai momenti sbagliati e alle persone giuste, alle persone sbagliate nei momenti giusti, al tempo, al mare, al ciringuito, al Caffè Poli, alle occasioni perse, ai castelli in collina… a tutte ste robe qui insomma"
"Va bene, ma scelgo io che cosa aprire ..."
Ritornò di lì a poco con due calici, una bottiglia di Prugento Nespoli e le scarpe gialle ai piedi.
"Cin cin..."
"Cin cin... a lei Maresciallo..."

Allora, questa storia la metto al primo posto, dico davvero…
RispondiEliminaVuoi sapere cosa mi fa piacere tanto tantissimo un racconto? Che metro uso per dare un giudizio a ciò che leggo? Uso i sentimenti, sfrutto tutto quello che succede durante e dopo…occhi che si inumidiscono, bisogno di riflettere, malinconia che si stende su di me come un letto di foglie d’ottobre e per finire, la prova del nove…impellente necessità di rileggere tutto da capo ….insomma, non sono una lettrice facile; come tu, forse, non sei un semplice scrittore
Grazie anonima lettrice, ma la verità è che non sono uno scrittore, mi diverto semplicemente ad usare la fantasia per raccontare quello che vedo attorno a me, e a volte dentro di me, alle volte con il gusto per il paradosso…
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