E poi ci sono quelli che guardano i real arabi in treno, a volume venticinque, senza auricolari, gettati a corpo morto sulle poltroncine lerce del Regionale Veloce TTPER 17627 delle 17.18, e ridono con quei cappellini indossati al contrario, gli occhiali tarocchi di Gucci, i capelli double livello rasati sotto e riccioluti sopra, modello maranza 2.0 made in Albania, che guardano se li guardi, forzatamente distratti, indolenti, strafottenti ed arroganti fissano te, il controllore, il bambino con la girella salata e la bolla al naso e le mani unte, Suor Maria salita a Varignana, la tipa bionda con il girellino e sei trolley e la faccia sconvolta dopo una settimana di ferie a Bellaria-Igea Marina.
E poi ci sono quelli che camminano in centro con quei cuffioni giganti modello DJ Paella, e parlano con non si sa chi, alle 7.45 del mattino, il K-Way color oro sbiadito, la barba, il Rolex, le New Balance rosa modello Running di sta minchia, e te li ritrovi poco dopo da Gamberini a salutare il barista con un “ciao caro, che fatica il lunedì”.
Che poi “ciao caro” nella medio-quasi alta borghesia radical-chic, non è un saluto, è uno status, lo devi dire, gli altri porelli devono essere “cari”, non puoi esimerti,
E c’è un problema, che si può superare certo, il lunedì ok è faticoso, ma oggi è mercoledi.
E poi ci sono quelli con le elettriche fat bike, le bici extra large modello Glovo o Deliveroo, che non vengono usate solo dai rider ma anche da tutti coloro che vogliono occupare spazio, in mezzo alla strada, sotto ai portici, in treno, in stazione, nei sottopassaggi, in fila alla posta, davanti alla Coop, sulle strisce pedonali, nel parcheggio del cinema, dal veterinario, all’uscita dalla Sala del Regno, al mercato, di fronte a Slego Shoop, insomma ovunque tranne che nelle ciclabili. Le cavalcano con quegli occhiali scuri, le catene al collo, le canottiere di pelle, i jeans Amiri, le Nike superboolspaceXjordan3400 da 1.500 euro l’una originali, 25 euro tarocche (25 euro entrambe, lacci compresi eh!).
Non chiedono mai permesso, loro passano, travolgono, accelerano, pedalano con una forza proporzionale al numero di pedoni in circolazione, più ce ne sono più ci danno, una progressione esponenziale.
E masticano il chewing gum, alla fragola.
E poi ci sono quelli “sapessi io…”, che tu puoi raccontargli qualsiasi cosa ma loro “ah sapessi io…”.
“Mi sono rotto un piede inciampando un una buca” - “Ah mi spiace, ma sapessi io, sono caduto in una scarpata alla Montagnola al mercato degli stracci, ho rischiato la vita, tre settimane di intensiva, il prete al capezzale, settantanove punti di sutura… solo sotto l’ascella sinistra, sei mesi di riabilitazione, il tutore, il collare, la flebo e anche l’holter cardiaco per ventiquattro mesi, sai dopo lo shock… il cuore…”.
“Mio figlio si è laureato a Forlì, economia aziendale…” - “Ah bene, ma sapessi il mio, ha preso la novennale alla Massachutes Business School di Boncellino, una succursale di Harvard in Italia, e ora è andato a fare il master e dopo farà il remaster, “perfezionamento delle tecniche di fusione dell’atomo applicate alle teorie neoclassiche di Trousot (che chi cazzo è non frega a nessun), implicazioni pratiche in campo economico e cinematografico e turistico”.
“Oggi sono stanco…” - “Tu stanco??? Ah sapessi io, non dormo da tre settimane, lavoro ininterrottamente, mia madre di centoventinove anni è ricoverata e io sono l’unica delle sedici sorelle che se ne occupa, mia figlia e i suoi sei nipoti sono a pranzo da me ogni giorno, faccio ventisette ore al giorno al lavoro, ieri ho portato l’auto per la revisione, sono andata a fare la spesa all’Ikea, ho portato Gianni dall’oculista, ho stirato sei tir di panni, mi sono un’attimo rilassata a pilates, due botte ad Alberto (il marito della Giusy nda), e per oggi non ho ancora finito eh!!”
“Sono morto…” - “Ah sapessi io…. Io sono resuscitato”.
E poi ci sono quelli che usano le creme corpo & varie. Due giorni fa in palestra, post allenamento, post doccia, ho assistito ad un fatto mai visto.
Il nostro si è avvicinato allo specchio fronte panca con uno zaino extra, erano le 20.30, ha estratto una boccetta, una lozione magica da passare sul capello bagnato ed ha frizionato accuratamente per quindici minuti; quindi è passato al phone portato da casa (ce ne sono 654 disponibili lì) ed ha iniziato il pettinamento a caldo, riga da una parte, ciuffo dall’altra, lisci dietro, riccioli dentro; fatto questo è stato il turno degli olii essenziali di timo-eucalipto-passiflora-salvia-cicoria, sempre sul capello ma stavolta asciutto.
Poi è arrivato il momento delle creme, quella corpo, quella mani, quella viso, quella piedi, e giuro su quanto ho di più caro, quella per la pianta dei piedi (uno stick bianco con la scritta nera).
Inutile vi dica delle sopracciglia cesellate, la depilazione total body, e il necessaire per il manicure.
Si era fatta mezzanotte, dovevo ancora cenare, non potevo fermarmi oltre.
Poi ci sono quelli che odiano tutti, guardano, anzi osservano, soffiano, si lamentano sboffonchiando, chiamano la questura per sapere cosa serve per il porto d’armi perché il vicino cammina con i tacchi, cercano posti isolati in cui sedersi al ristorante, vanno in vacanza da soli a novembre a Taranto zona Ilva, comprano l’ultimo libro di Fabio Volo solo per bruciarlo nel caminetto senza manco aprirlo, litigano con i call center della Tim perché non rispondono al secondo squillo, non parlano con la madre dal 1976 e con il padre dal 1973, la sorella è in carcere, l’hanno denunciata loro tre anni fa perché spacciava crack.
Comprano il cane per seviziarlo, si sposano per divorziare, si iscrivono ai corsi di nuoto per fare causa al Comune perché l’acqua è troppo fredda, stanno sui social per insultare e maledire tutti quelli che postano foto felici, fanno figli per abbandonarli in orfanotrofio.
Qualcuno di loro tiene un blog su blogspot, lo usa per raccontare storie, storielle e storiacce.
È uno dei peggiori.

Un vaso di "Pandora Bauli"...però con lo zucchero filato...! Totalmente rapita da questo inchiostro....!
RispondiEliminaGrazie Silvia, in realtà rileggendo mi sono sentito tremendamente e gratuitamente caustico, ma quel giorno è andata così, avevo bisogno di scaricare a terra!
EliminaE poi ci sono gli osservatori, quelli che notano tutto, a cui non scappa nulla. Quelli che da una sola occhiata riescono ad erigere castelli, dalla fantasia fervida, occhiali dalle lenti scure per osservare senza essere osservati, sguardo un po’ crucciato che fa molto “ sono impegnato, non ho tempo ….o forse no, dipende “
RispondiEliminaCapita che diventino a loro volta oggetto di studio, che incrocino nel loro cammino qualcuno con la loro stessa capacità di costruire mondi;
fortunatamente non se ne accorgono mai
Forse è un peccato che non se ne accorgano mai!
EliminaForse si
EliminaE poi ci sono quelli che usano l'inchiostro come un chirurgo con il suo bisturi.!
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