ROSY BINDI E' UN'ISTITUZIONE?

Una domanda: Rosi Bindi è Vice Presidente della Camera dei Deputati??
Un'altra domanda: è vero che Rosi Bindi, nell'aula della Camera, parlando dei radicali ha dichiarato che "Quando gli str.. sono str.. galleggiano senz’acqua"?
Ultima domanda: ammesso che sia vero, ma certamente non lo è vista l'alta moralità e il rispetto istituzionale della Bindi, che differenza c'è tra questo sfogo e le battute di Berlusconi?

Domani sono certo i censori del politicamente corretto stigmatizzeranno a dovere questi comportamenti che ridicolizzano il nostro Paese. Il mondo anche oggi ci guardava. O no??

Per Silvio c'è Bagnasco, per tutto il resto ci pensiamo noi....

Il Cardinal Bagnasco ha richiamato con forza i "politici licenziosi", il riferimento evidente a Silvio Berlusconi non può essere messo in dubbio.
Chiaro, non mi sarei aspettato nulla di diverso, che deve fare la Chiesa? Benedire una morale libertina? Dire che avere una vita sentimental/sessuale fuori dagli schemi è cristianamente parlando un bene? Assolutamente no, il Cardinal Bagnasco ha fatto ciò che doveva fare e pure con discreto stile.
Quindi sacrosanta ingerenza nella morale da parte di chi si occupa di questo a tempo pieno.
Vi ricordo che il Santissimo Padre pochi giorni fa ha preso una netta posizione contro i preti pedofili, magari la politica avesse la forza e la dignità di prendere posizioni così chiare contro chi in nome della stessa diciamo "sbaglia".
Quello che invece fa veramente ridere è la posizione dei "preti laici", quelli della morale alterna, quelli del va bene l'ingerenza pro domo mia, quelli insomma del partito Espresso Repubblicano.
Gli stessi insomma che attaccano la Santa Chiesa quando legittimamente un governo decide di concedere benefici fiscali in cambio di sussidiarietà, benefici che ritornano più che compensati in servizi al sociale che lo Stato non sarebbe assolutamente in grado di gestire a parità di spesa.
Gli stessi insomma che chiedono al Bagnasco di turno di tacere quando Cristianamente attacca e combatte la scelta del sig. Englaro.
Gli stessi insomma che si stracciano le vesti e parlano di ingerenza indebita quando il Papa, da capo dei Cattolici, spende parole esplicite contro le politiche a favore dell'aborto.
Gli stessi che ridicolizzano, dalle pagine patinate dei loro settimanali illuminati di radicalismo, la difesa da parte della Chiesa della famiglia  tradizionale fondata sul Matrimonio.
Gli stessi per intenderci che osannavano il padre della riscossa Spagnola, tal Zapatero, e le sue politiche anti-morale e anti-cattoliche.
Gli stessi che cercano di far passare tutti i discepoli di Cristo per una cloaca di pervertiti perchè al loro interno c'è chi si è macchiato di reati di pedofilia, al solo scopo di attaccare l'Istituzione Chiesa e tutto quello che Essa rappresenta.
Gli stessi che incensano i cavalieri della droga libera, gli stessi che idolatrano i Gay Pride, gli stessi che la pace va bene ma se bombardi la Libia o la Serbia le bombe sono molto meno pesanti, gli stessi che se muore un Palestinese è un martire, se schiatta un ebreo è giustizia.
Insomma gli stessi che vorrebbero sostituire Dio con Eugenio Scalfari, San Pietro con Santoro e l'Arcangelo Gabriele con Travaglio, così da riscrivere il Vangelo in diretta Rai su di un Moleskine tutto nero, con una rubrica dedicata a Bagnasco ma sottoposto al vaglio preventivo dell'ammissibilità etica, censore dedicato "PierLuigi pettina le bambole Bersani". 

Concertazione? Chiamiamola con il suo nome: corporativismo.

Qualche giorno fa ho ascoltato una breve intervista/chiaccherata tra Oscar Giannino e Mario Sechi. Il Direttore del "Il Tempo", a proposito dell'attuale situazione politica Italiana, ha usato parole che all'incirca facevano così: "Sono un pessimista rassegnato, ho creduto nella possibilità di un cambiamento strutturale e riformistico (in senso liberale - nda)  mentre mi rendo conto che il nostro Paese è vittima delle Corporazioni".

Niente di più vero. Credo che questo sia davvero lo stato d'animo che un uomo di centro destra si trova oggi ad affrontare. Pessimismo rassegnato con venature di malcelata incazzatura.

Nulla a che vedere con la critica inutile, puerile, pelosa, interessata, priva d'alternativa di una sinistra vittima di se stessa, complice e artefice di molti dei mali del nostro paese.

Il mio pessimismo rassegnato è conseguenza di una, dieci, cento occasioni perse in questi anni.

La prima critica che faccio a questo Governo (non a Silvio ma al Governo e ai partiti della maggioranza!!) è quella di non aver avuto il coraggio di fregarsene e tirare diritto, tranquilli non è un rigurgito fascistoide sul tipo "me ne frego" "noi tireremo diritto", è una critica forte ed aperta all'uso della concertazione come strumento principe, siamo il paese dove la concertazione è stata istituzionalizzata.

Si badi, non concertazione in senso nobile, non necessità democratica di condividere scelte fondamentali per una società ordinata secondo il volere della maggioranza e nel rispetto delle minoranze, questa sacrosanta e insostituibile concertazione ha solo una definizione: elezioni democratiche.

La concertazione predicata dai preti laici della verità in tasca  è invece quella sindacalizzata-cooperativizzata-ordinata-socializzata, quella che ha creato il 120% di rapporto debito pubblico/pil e che sta continuando a farla da padrone.  

E’ con il voto  che la maggioranza dei cittadini decide da chi essere governata, come essere governata, quale sistema istituzionale darsi, quali regole condividere. Sono i programmi elettorali, avallati dal popolo, che dovrebbero concretizzarsi in proposte di legge concrete-chiare-attuabili ed attuate. Populismo? Forse, ma non è forse nel nome della maggioranza del Popolo che si deve governare?

Tutto il resto è “fuffa”. E’ sottobosco inciciuista per la distribuzione di bende, prebende e favori, che mascherati da stato assistenziale e reti sociali non hanno fatto altro che far vivere chi sfrutta il sistema al danno di chi sostiene il sistema.

Questa è la realtà, questo è a mio avviso il “corporativismo Italico” che punta alla propria patologica sopravvivenza. Ogni volta una giustificazione diversa: difesa dei lavoratori, difesa dei poveri, difesa dei senza tetto, difesa degli invalidi, difesa della pace sociale, difesa delle diversità, difesa della cultura, difesa dell’istruzione, difesa dei consumatori, ecco questa è la nuova frontiera: difesa dei consumatori.

In realtà viviamo crisi endemiche in ogni settore del sociale, della cultura, dell’economia, della finanza, dei consumi, questo sistema da anni sta mostrando i propri limiti, e qual è la risposta? Non toccare nulla e organizzare scioperi generali offrendo il biglietto del pullman a pensionati che fanno il doppio lavoro per mantenere figli che non avranno mai una pensione propria degna di questo nome.

Ecco sono deluso…. sono pessimista e deluso, teorico e deluso, ma questo è lo spirito di queste poche righe, fare inutile teoria per manifestare il mio dissenso.

Voglio la rottura (democratica e pacifica sia chiaro), voglio tener duro e fregarmene se credo davvero in quello che predico! Voglio un politico che mi dica: “Mi hai votato perché ho parlato chiaro e ora faccio quello per cui sono stato eletto, non sei d’accordo? Dovevi pensarci prima”.

P.S.: spiace che il primo partito vittima della sindrome da concertazione interessata e di parte sia proprio quello che si è presentato per primo come antisistema: il partito verde della rivoluzione padana. Spiace e sorprende, anche se non l'ho mai votato perchè lontano da me su mille fondamentali aspetti; spiace e sorprende perchè credevo che nella forza sguaiata di un lessico politico diretto, si nascondessero la purezza di spirito e la volontà di battersi per un'idea, credo proprio che non sia così.

Non costringetemi a finanziare la causa, voglio leggere l'Espresso ma vorrei farlo gratis...

Ho cercato di sbirciare su internet, volevo leggermi L'INCHIESTA senza dare soldi a quel povero miliardario di DeBenedetti, ma non sono riuscito a scroccare in rete il contenuto del Santo Articolo, ho trovato solo questo trafiletto: "LA SANTA EVASIONE.  Un patrimonio immobiliare sterminato. E tutto senza tasse. Più sovvenzioni, sconti, esenzioni. Così lo Stato privilegia il tesoro del Vaticano. E rinuncia a entrate milionarie."
Faccio un appello, se qualcuno di voi riesce a recuperarlo vi prego, me ne fornisca copia gratuita.
Ho deciso che devo leggere questo articolo illuminante dei profeti laici della verità, i Repubblicani dell'Espresso.
Premetto che il titolo e il cappello mi fanno vomitare, mi aspetto di trovare l'ennesimo attacco sguaiato alla Chiesa, sono prevenuto, sono certo resterò disgustato dalla lettura, non arriverò in fondo al pezzo, sono sicuro troverò la solita trita e faziosa pantomima anticlericale, mi aspetto un accenno ai preti pedofili e ai fondi neri delle banche vaticane, magari ai fondi neri dei preti pedofili depositati nelle banche vaticane, mi sbilancio in previsioni perchè voglio essere smentito dai fatti, lo spero giuro, spero che questo partito politico travestito da gruppo editoriale, extra parlamentare quanto basta per condizionare a fondo e più di ogni altro l'opinione pubblica, per una volta non abbia fatto ricorso al dolo mentale ma si sia limitato a fare giornalismo d'inchiesta.
Bene, ora vado, ma aspetto vostre notizie anzi vostri file, proprio non dovessero arrivare mi violenterò ed andrò a comprare una copia del mistico settimanale, ma vi prego evitatemi quest'onta.

E' caldo, ho il diritto acquisito al delirio agostano

Le pensioni di anzianità non si toccano perché “sono un diritto acquisito”.
Le donne devono andare in pensione a 60 anni perché  “è un diritto acquisito”.
Le Province non si toccano perché i cittadini “hanno il diritto acquisito” di essere provinciali.
Il ticket al pronto soccorso per i codici bianchi non si deve mettere perché il malato immaginario ha “il diritto acquisito” di intasare le sale d’aspetto della medicina d’urgenza.
Gli Enti Inutili non si sopprimono perché i dipendenti inutili hanno “il diritto acquisito” ad un posto di lavoro inutile.
L’Immigrato Clandestino “ha il diritto acquisito” ad immigrare clandestinamente in Italia.
Allora di questo passo non è forse legittimo che un parlamentare reclami il “diritto acquisito” ad avere un vitalizio dopo 5 anni di legislatura? Non è forse vero che centinaia di parlamentari prima di lui hanno ottenuto, anzi combattuto, per questo “diritto acquisito”?
E allora non “è forse acquisito il diritto” dell’evasore fiscale ad evadere fiscalmente così come i suoi cittadini evasori predecessori?
E non è forse “acquisito il diritto” del precario a rimanere precario? Che cosa la mena con questa storia del posto di lavoro fisso, il posto di lavoro fisso “è un diritto acquisito” del lavoratore a tempo indeterminato garantito dai Sindacati acquisiti, gli altri tacciano, ad ognuno il proprio diritto acquisito.

Stiamo sclerotizzando nel paese dei mille diritti e di nessun dovere, il dovere è sempre degli altri, “che paghino i ladri”, “serve responsabilità”, “non pettiniamo le bambole, il governo si dimetta per il bene del paese”, “non pettiniamo le bambole, il governo non si dimetta per il bene del paese”, “siamo responsabili, per questo votiamo la fiducia”, “siamo responsabili, per questo votiamo la sfiducia”, “siamo sindacati responsabili, per questo facciamo sciopero”, “siamo sindacati responsabili, per questo non facciamo sciopero”.

Aiuto, ho 38 anni, andrò in pensione con il 50% del mio ultimo reddito da lavoratore dipendente ma potrò andarci a 60anni (ho iniziato presto io!!), sarò costretto a lavorare in nero per aiutare i miei figli che avranno un posto di lavoro fisso con un fisso stipendio da fame, il sabato e la domenica potrò poi andare a protestare perché il mio datore di lavoro in nero evade le tasse ma potrò andare manifestando su strade asfaltate da Province efficientissime, mentre dovrò disertare i centri storici dei piccoli Comuni che senza trasferimenti Statali non riusciranno più a pavimentare le piazze.
Qualche volta poi, se avrò la fortuna di invecchiare, potrò portare i miei nipotini a scuola, dove tutti i precari saranno stati deprecarizzati, ma dovrò stare attento perché non sarà facile riconoscere il bimbo tra tutti quei maestri.
Qualche volta potrò anche riposarmi, magari nella incontaminata Val di Susa, aria buona e vita sana e solitudine, tutti diritti acquisiti salvati grazie a dure battaglie,  non rimarrò troppo però tra i monti, perché le vacanze vere le andrò a trascorrere in  Francia, me lo immagino già: appena arrivato al confine mi prendo un bel trenino Grand Vitesse (che forti che sono questi Francesi! Efficienti, mica noi Italiani!), prenoto un bel hotel 4 stelle  con riscaldamento elettrico alimentato da centrali nucleari a basso costo (cavolo, davvero forti questi Francesi, loro sì che sono avanti, mica noi Italiani, ancora con quel carbone!), unico neo tutti quegli Italiani che fanno i pendolari dalla Val di Susa, ma non ce l’hanno un lavoro là? Ah no?! Tutto chiuso!? Eh sì però l’aria buona, vuoi mettere….   


LA PATRIMONIALE

La Patrimoniale!!! Che bella parola, che bella presa che fa sul cittadino medio per cui i ricchi sono sempre gli altri, quale miglior esempio di giustizia sociale che ridistribuisce le ricchezze sottratte al popolo dagli sporchi capitalisti e poco importa se quel popolo è rappresentato ad esempio da doppio lavoristi in nero che spargono la loro morale mentre cercano il modo di prepensionarsi, così i redditi diventano tre e non più due.
Patrimoniale! Evviva! E chi se ne frega se sulla seconda casa (lasciamo stare la prima per non naufragare nel melodramma della demagogia) hai fatto un mutuo perchè credi che in fondo non sia poi così un delitto cercare di accrescere con sacrificio il propiro Patrimonio; e chi se ne frega se sull'immobile hai già pagato l'IVA o l'imposta di registro al momento dell'acquisto; e chi se ne frega se ci paghi l'ICI; e chi se ne frega se ci paghi l'Irpef anche se non ti rende nulla e ti cade a pezzi; e chi se ne frega se non incassi l'affitto dall'inquilino moroso pagandoci ugualmente le imposte e diventi matto per sfrattarlo senza riuscirci; chi se ne frega, la Patrimoniale è bella!!
E poi con la Patrimoniale salvi lo Stato, non tocchi nemmeno di striscio il reddito dei valorosi dipendenti pubblici che hanno subito più di ogni altro la crisi di questi anni (no? non è così? mi sembrava...), altro che i sovvenzionati cassintegrati del settore privato, e poi riesci a tenere in vita le Province, questa insostituibile istituzione che rappresenta il perno del nostro sistema democratico e sociale.
La Patrimoniale! Evivva! E poi con la patrimoniale riduci il debito. No? I benpensanti vogliono utilizzarla per azzerare il deficit? Ahhh è così che funziona?! In sintesi: spendo più di quello che incasso, vendo la mia casetta a pezzi per far fronte alla differenza di flussi in entrata e uscita, continuo a spendere allo stesso modo perchè con il pezzo di casetta ho saldato il deficit e quindi sono ritornato ricco, vado in pensione a 60anni così faccio più vacanze e mi riposo, inizio ad incassare meno perchè chi deve investire ci dice che col cavolo che vuole continuare a farsi rapinare, vendo un altro pezzo di casetta, e poi vendo un'altro pezzo di casetta perchè finchè c'è casetta c'è il ricco, e poi vendo... hops!? Ho finito la casetta! A quel punto che faccio?? Idea!! Vendo il palazzo della Provincia per pagare lo stipendio del Presidente che magari nel frattempo è diventato un Leghista e riunirà il Consiglio Provinciale sul prato di Pontida!
Fantastico, da grande voglio fare l'economista di sinistra, con il potere forte tra le mani, che da vero illuminato fa giustizia sociale e salva i poveri del mondo in collegamento eco-sostenibile (piccione) dal proprio yatch ormeggiato al largo di Formentera.

L'acqua e la politica dei giorni nostri

Queste provinciali mi hanno affascinato poco, sarà che la politica (locale?) fa notizia solo per le lotte interne agli schieramenti, sarà che io sono annoiato, sarà che la campagna elettorale si è mossa sottotono e tutta concentrata nelle grandi città, ma questo è... allora dove trovare spunti di riflessione in una giornata piovosa di metà maggio che ricorda l'autunno avanzato?
Questa mattina durante l'abituale colazione al bar mi sono "origliato" una conversazione a due tra privatisti e pubblicisti dell'acqua, il referendum (forse) si avvicina e l'unica cosa che pare scaldare gli animi è questa puttanata dell'acqua pubblica (una volta!!). Abbiamo finiani che sconfessano il "decreto Ronchi", su FB ho trovato inviti dei seguaci del Presidentissimo della Camerissima a votare SI' e mi chiedo: ma l'ex Ministro Ronchi, oggi membro del FLI, lo sa? Ho sentito dipendenti Hera Spa (quella società quotata che ha chiuso l'ennesimo bilancio con utili, margini e volumi in decisa crescita) urlare che l'acqua deve rimanere pubblica, e mi interrogavo: ma il premio di produzione legato al profitto da dove credono che venga? Ma il corso del titolo in Borsa lo influenza l'ex ATO o il fatto che la concessione pubblica ad Hera privata sia stata data senza gara???
Ricordo il dibattito che in Consiglio Comunale fu sollevato quando si decise di cedere la proprieta' delle "reti gas" ad Hera (si noti bene: proprietà delle reti!), e oggi come allora mi chiedo: ma se le reti diventano private, e la concessione è già privata, il gas resta pubblico o privato? Morire di freddo è certo più improbabile che morire di sete, se non altro più lento alle nostre latitudini, ma il gas e la sua distribuzione possono essere annoverati tra i servizi fondamentali per il cittadino o no? Dovrei chiedere ad un Rifondatore Democratico (incrocio Emilian Romagnolo tra sinistri di varia specie - nda), io su questi argomenti non sono pratico!
Siamo alla fiera permanente dell'ipocrisia, ipocrita il politico e ipocrita l'elettore. Ipocrita l'ex Sindaco, o l'ex Assessore, o l'ex Consigliere Comunale che oggi siedono nel consiglio di amministrazione di Hera (o del ConAmi) e a cui, magari, qualche anno fa hanno consegnato direttamente o con il loro voto pro-quota la stessa concessione che oggi vorrebbero evitare fosse messa a gara.
E ipocrita pure io che forse accetterò (e dico forse) che nel nuovo statuto del nostro inutile Comune venga scritto in premessa che l'Acqua è fondamentale per la vita e soprattutto che l'acqua è di tutti. Sì, probabilmente accetterò, a patto che venga scritto pure che "l'aria serve al popolo e se smettessimo di respirare non ci resterebbe che morire" e forse anche pretenderò che venga scritto che "nessuno tocchi l'estate e l'inverno" perchè già non ci sono più le mezze stagioni, se tolgono anche quelle estreme allora dico io, siamo messi bene.
Ok, sono convinto, farò così, d'altro canto un Comune deve fissare i paletti fondamentali del vivere civile, CRIBBIO!