Il fascino delle strisce pedonali

“La bellezza è negli occhi di chi guarda”

“Va beh certo, che banalità, è risaputo, lapalissiano per dirla in maniera forbita”

“Si ma il difficile è accorgersi del bluff”

“In che senso?”

“Prendi una frase banale come… sei bella… detta così, fuori da qualsiasi apparente contesto, perché un uomo te lo dice?!”

“Perché effettivamente sono gnocca! Ahahaha”

 “Si ok, questo è un fatto, ma lascia perdere te che hai investito 10.000 eur nelle tette e 750 eur nelle labbra…”

“Stronzo!”

“Dai scherzo, stai sul pezzo, concentrati sulla mia teoria, sono molte le ragioni per cui succede, c’è il piacione ripetitivo ad esempio, che la caccia li ogni volta che incontra una tipa perché sa che il complimento d’acchito e d’attacco fa sempre presa, e lo dice con quello sguardo finto tenebroso alla Ruggero dei Timidi, che se lei per caso dovesse chiedergli ma di che colore sono i miei occhi, lui non ne avrebbe la più pallida idea.
Per non dire poi degli abitudinari del ciao bella, per loro è diventato un’intercalare, fa parte del loro slang, mica la vedono la bellezza.
Oppure il sei bella me la dai? E lei ha settandue anni ma lui non vede una donna da tre anni, e a quel punto cosa vuoi… gli va bene pure lei”

“Scemo!”

“Ecco questi li sgami subito, li sgami tu donna e li sgamo io uomo abituato ad osservare con attenzione.
Così come ci si accorge immediatamente di chi la bellezza davvero ce l’ha negli occhi, e non la riesce a trattenere, banalmente esce in un sei bella uhaaooo, straborda, pure in silenzio, pure in mezzo al caos, ovunque insomma.”

“Beh, un po’ è così, ma qualcuno più furbetto della media che sei bella, o ti amo, o sei fantastica, ecc ecc te lo fa credere davvero anche se non è vero e tu mica lo capisci”

“Si, quelli sono i professionisti, o professioniste sia chiaro, vale per entrambi, sono quelli che almeno per un po’ ti possono convincere che pure le strisce pedonali sono affascinanti. 
E sono talmente calati nella parte che convincono anche se stessi, e lo raccontano agli amici, con enfasi rara e trasporto, ma senza quel friccichio dentro in realtà, in un modo più o meno così: sai quel giorno pioveva, una pioggerella leggera, me le sono trovate di fronte, una bianca e una nera, non ho resistito, è stato più forte di me, mi sono fermato lì, così, da solo, incurante di quel tipo con il cappello bianco e una paletta rossa che agitava a mezz’aria accompagnandosi con un fischietto nervoso, si faceva chiamare vigile, io guardavo solo loro, lunghe, slanciate, alternate, rese luccicanti da quelle goccioline insistenti che donavano armonia, erano belle. Le strisce pedonali sono tutte fascino e protezione, ti catturano, devi attraversare e cerchi solo loro, la salvezza, il paradiso del pedone, le guardavo e non sono risuscito a trattenermi, mi sono dichiarato, gliel’ho dedicato di cuore, siete belle, anzi bellissime. E loro si sono innamorate!”

“Sono colpita”

“Non devi, è un fatto”

“E tu hai mai finto? Hai mai detto ad una ragazza sei bella come le strisce pedonali?”

“Forse si, non ricordo, ma potrei averlo fatto”

“Allora pure tu sei un professionista?”

“No, non direi. Normalmente non mento, spesso fingo, spesso ho finto, ma mai per troppo tempo. Non sono capace di recitare una parte troppo a lungo”

“E ti è mai capitato di trovare la bellezza quella vera? Quella che stava prima nel tuo sguardo che nell’oggettività della cosa?”

“Oh sì, poche poche volte, ma si mi è capitato”

“E l’hai detto?”

“Certamente. Come fai a non farlo? Se incontri il bello lo devi dire, sei bella punto, detto così senza pensare, senza secondi fini, solo sei bella, è vero in assoluto? Non lo è? Non importa, se senti il friccichio, quello che manca al professionista, devi andare, che senso ha tenerlo per sé, sarebbe inutile, capita talmente di rado che bisogna approfittarne”

“E io? Sono bella?”

“Sei gnocca”

“Me lo hai detto senza friccichio. Preferisci le strisce pedonali nonostante le mie tette. Bastardo!”

“Daiiii! Tu sei mia amica”

“Beh, non puoi avere un’amica bella?!”

“Oh certo”

“Mmmh… non ti credo. Andiamo?”

“Dove?”

“Ad attraversare la strada, voglio vedere che fai…”